MARZO - ZIBALDONE

ROMPONO IL CAZZO? ABBATTIMOLI.

Un cavallo azzoppato si abbatte. Qualsiasi altro animale diventato inabile a vivere autonomamente si abbatte. Nessuna cura (costa troppo), nessuna assistenza (chi c'ha tempo), nessuna pietà (ma ch è, è roba che se magna?).
Per gli umani, nello sforzo di perseguire un indefinito criterio di modernità, stessa filosofia. E, in molti casi, la "soluzione finale" diventa l'alternativa più gettonata.
Per pudore del vero significato del termine, non chiamiamo questa cosa orrenda, omicidio. Gli diamo altri nomi: eutanasia, buona morte, suicidio assistito, morrte di stato. Ma è il più grande atto di egoismo che si possa fare. La vigliaccata finale verso persone che per vivere hanno bisogno degli altri. 
Noi, società dei sani, pur non dovendo abbiamo le forze per piegare con argomenti pressanti la volontà di persone con funzioni vitali fondamentali compromesse e indebolite nel corpo e nell'anima. Se vogliamo, facilmente abbattiamo le loro difese psichiche, prevarichiamo le loro convinzioni, ne dominiamo il carattere. 
E in tal caso molti di loro, più o meno convintamente, chiedono la morte. In un estremo gesto di altruismo. Non sopportano più di compromettere i programmi di vita dei loro cari, dei loro gli amici.
Era ora: è il pensiero nascosto. Invece pubblicamente li chiamiamo eroi, li idealizziamo, raccontiamo che persone meravigliose fossero. Pochi giorni di commemorazioni e di commozione.
Poi, la vita riprende. Senza più rotture di cazzo.