SETTEMBRE - ZIBALDONE

AFRITALIA

Africa e Italia, ovvero un matrimonio annunciato. Sta per nascere una nuova famiglia: l’Afritalia. Africani e Italiani uniti per sempre finchè morte non li separi, e, tanto per usare una di quelle frasi fatte che si usano in circostanze simili,  due anime un sol corpo. Peccato che i due contraenti non siano tanto d’accordo e che il matrimonio sia stato imposto, voluto da altri.

Gli ispiratori del connubio sono coloro che lucrano sull’immondo traffico di disperati verso i nostri lidi, gente che ha trovato nell’immigrazione clandestina la classica gallina dalle uova d’oro. Uova per le milizie dell’ISIS che trovano così una redditizia fonte di finanziamento per la loro guerra di espansione, uova per le per varie organizzazioni mafiose che lucrano con i soldi pubblici destinati agli immigrati, uova per i fiancheggiatori italiani e libici, uova per coloro che favoriscono il fenomeno a livello politico.

Il flusso di clandestini in direzione Italia è costante. Sbarcano a migliaia per volta e parlare solo di “emergenza” è ottimistico. Noi stessi li andiamo a prender nei pressi della Llibia, li portiamoi nei nostri porti e, non bastasse, aiutati anche da una decina di navi europee, inglesi, francesi, tedesche che si affannano a cercare barconi pieni di gente nel canale di Sicilia per consegnarli poi alle nostre strutture.

Sbarcano a Pozzallo, Ragusa, Trapani, Crotone, Salerno e ultimamente anche in Sardegna mentre gli altri stati dell’EU, sulla carta “amici”, si rifiutano di prenderne in carico anche una minima parte sostenendo che il fenomeno dell’immigrazione illegale è cosa solamente italiana. Sprechiamo risorse e mobilitiamo uomini e mezzi  in una continua caccia ai barconi da rimorchiare in porto quando potremmo trattare la cosa non come  fenomeno passeggero e di breve durata ma come fenomeno oramai istituzionalizzato, destinato a riprodursi senza sosta.

La conseguenza più logica sarebbe quella di normalizzare la questione e quindi di controllare efficacemente il fenomeno. In tal senso forse sarebbe utile istituirei una linea di traghetti Libia Italia, magari gratuiti e ad imbarco libero, con collegamenti giornalieri e in grado di accogliere un qualsiasi quantità di passeggeri.

Così, dando per scontato che il numero di immigrati trasportato non varierebbe rispetto agli sbarchi che si verificano oggi, si eliminerebbero tensioni politiche e militari, spese superflue oltre a rischi per la vita di molte persone. Così chi desidera venire in Italia partendo dalla libia potrà salire sul traghetto, intraprendere il viaggio in tutta sicurezza, nella legalità e senza il gran clamore mediatico che oggi accompagna queste operazioni.

E allora a quando l’inaugurazione del prossimo venturo “Libya Italy Ferry Boat”?